Nel 2022 il mercato globale del lusso crescerà tra il 5% e il 15%

Altagamma, per il lusso la ripresa resta forte. Lunelli: «Primo trimestre a +19%»

Nel primo trimestre 2022 il settore dei personal luxury good ha fatto segnare un incremento tra il +17% e il +19% (+13-15% a cambi costanti) e il merito va ai mercati maturi, che hanno sostenuto le vendite, nonostante il contesto economico e geopolitico all’insegna dell’incertezza.

Un rimbalzo superiore alle stime precedenti, reso possibile grazie appunto a Europa e Nord America, a fronte di una Cina che rallenta per i lockdown determinati dalle politiche “zero-Covid”.

È quanto risulta dagli aggiornamenti del Monitor Altagamma Bain sul settore, presentati ieri 21 giugno a Milano.

«I dati del primo trimestre sono incoraggianti - ha commentato Matteo Lunelli (nella foto), presidente di Altagamma - ma si profilano pesanti nubi all’orizzonte, rappresentate da difficoltà di approvvigionamento, instabilità e inflazione, oltre ovviamente alla guerra».

Nonostante le incognite, secondo le previsioni, l’anno in corso si chiuderà con una crescita del mercato del lusso tra il 5% e il 15%, superando la soglia dei 300 miliardi di euro.

Analizzando i singoli mercati, l’Europa dovrebbe registrare un +12% in corso d’anno, superando le precedenti proiezioni e battendo Usa e Medio Oriente, che invece dovrebbero crescere entrambi del 10%.

Secondo il monitor di Altagamma, il Vecchio Continente tornerà ai livelli pre-Covid con un anno di anticipo sul previsto e lo farà principalmente grazie alla clientela locale, che nel post Covid ha ripreso a fare shopping e a viaggiare, riuscendo a compensare la mancanza dei turisti da aree lontane, Asia in testa.

L’avanzata a doppia cifra negli Usa arriverà grazie a nuovi gruppi di consumatori che stanno nascendo nelle città di seconda fascia, in territori come il Midwest. Anche le strategie dei brand incentrate su inclusività e diversità hanno portato risultati, accrescendo la quota di clientela appartenente alle comunità afroamericane e asiatico-americane, che finora era rimasta ai margini del settore dell’alta gamma.

In Cina invece la situazione resta complessa: i lockdown di marzo, oltre a chiudere in casa milioni di persone, hanno bloccato la logistica, facendo rivedere al ribasso le stime di crescita di Altagamma (dal 13% al 5%).

Sull’andamento dei canali di vendita l’aggiornamento del report conferma la normalizzazione delle vendite online (+11%), mentre il retail fisico salirà del 9%, facendo leva su un’esperienza di shopping integrata, a misura di una clientela giovane e tecnologicamente matura.

A cura della redazione
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