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CEO ROUNDTABLE ON FASHION INNOVATION giovedì 9 novembre 2017

 

La vera innovazione inizia dalle persone

La vera innovazione inizia dalle persone

 

Open innovation, big data, retargeting, strategie di engagement: questi alcuni dei temi condivisi nel primo panel della Ceo Roundtable di Fashion, con le esperienze di Hans Hoegstedt (Miroglio Fashion), Marco Palmieri (Piquadro), Claudio Giuliano (Innogest), Maurizio Alberti (Mapp), Ingo Heinrich (Stylefruits) e Marco Serpilli (Warda).

 

Da un anno alla guida di Miroglio Fashion, Hans Hoegstedt ha parlato delle quattro leve su cui ha scommesso per il rilancio dell'azienda: persone, brand, retail e tecnologia. «Ma di tutte - ha sottolineato - la più importante è la prima: le persone». Oggi il successo viene dal basso e l'amministratore delegato non è tanto un decision maker, quanto soprattutto un direttore d'orchestra: «Il suo compito è in primis quello di coordinare, integrando il contributo di tutti, e in questo la tecnologia ci dà una mano». L'introduzione nel gruppo, tra i primi in Italia, di Workplace, la versione business di Facebook, va in questa direzione: «Uno strumento - ha detto Hoegstedt - per mettere in contatto l'intera rete, di negozi e non solo, promuovendo la condivisione e la circolazione delle idee». Grazie anche all'ingresso di cinque new entry, tutte con sensibilità digitale, ora si punta a incrementare il fatturato online: «L'obiettivo - ha detto il ceo di Miroglio - è di migliorare il tasso di penetrazione dall'1% al 10% entro i prossimi tre anni».

 

Tra i temi caldi sul tappeto, quello dell'open innovation: un paradigma che, per rispondere a un ritmo di trasformazione digitale incalzante, scommette sulla collaborazione virtuosa con attori esogeni, in primis start up e giovani talenti, in modo da assorbire in azienda idee dall'impatto potenzialmente disruptive. Marco Palmieri di Piquadro ha portato l'esempio del progetto in house My Startup Funding Program: una call4ideas che si è chiusa il 31 ottobre, con in palio 100mila euro e un percorso di accelerazione in Silicon Valley. «Abbiamo raccolto un centinaio di progetti - racconta - che valuteremo e faremo nostri». La sfida sarà l'integrazione: «Si tratta di idee destrutturate, che hanno l'obiettivo di creare discontinuità. La vera criticità è quella di supportare questi input innovativi senza banalizzarli e trasformarli in idee che avevamo già».

 

«Oggi imprenditori e manager - è intervenuto Claudio Giuliano, managing partner di Innogest, venture capital che investe nei campi Ict/digital e medicale - devono proprio lasciar fluire nuovi modelli, in maniera seria ma anche fantasiosa». Affidandosi alla tecnologia: «Oggi è così sofisticata - ha commentato - da superare in quantità e qualità la conoscenza che ogni azienda ha del proprio target di consumatori». Abbracciarla significa quindi guadagnare un vantaggio competitivo, difficile poi da raggiungere se si perde il treno dell'innovazione.

 

Intelligenza artificiale e machine learning possono fare la differenza: «Fino a qualche anno fa - ha detto Ingo Heinrich, ceo e co-founder della piattaforma social-shopping stylefruits.com - era più difficile raccogliere, gestire e utilizzare i dati relativi ai consumatori, ma negli ultimi tre anni è cambiato tutto, con la possibilità anche di delegare l'analisi degli insight». Il semplice retargeting sta diventando obsoleto rispetto alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie: «Se vuoi migliorare il conversion rate - ha precisato - devi sapere quali contenuti utilizzare e come utilizzarli, migliorando nel contempo la shopping experience online».

 

Proprio questo è il compito di realtà come Mapp, con un servizio che consente alle aziende di ottimizzare le comunicazioni via e-mail, mobile, app, social e web, unificando i dati provenienti da tutti i touch point digitali. «Il valore aggiunto - ha osservato Maurizio Alberti - sta sempre nell'utilizzo dei dati relativi ai consumatori e nell'abilità di far leva su questi insight per inviare messaggi mirati, non casuali, efficaci e rilevanti per chi li riceve». La scommessa, in altre parole, è trasformare la mole di informazioni in informazioni intelligenti, al fine di instaurare un dialogo significativo con ogni cliente.

 

L'ascolto e la correlazione intelligente dei dati sono il punto di forza anche di Warda, specializzata nello sviluppo di soluzioni software per supportare i processi di business attraverso gli asset digitali. Una realtà partita dalla sfera della tecnologia in ambito documentale e approdata alla moda per caso, come ha raccontato il ceo Marco Serpilli: È stato Ovs a chiederci di gestire immagini, video e informazioni in modo organizzato, al fine di affrontare in maniera scientifica la gestione del materiale digitale». Un'avventura che poi ha coinvolto altre realtà, tra cui Sergio Rossi, supportata da quella che Serpilli ha chiamato «Italian fashion technology»: «Noi italiani - ha concluso - siamo più avanti anche per quanto riguarda il digitale, forti di progetti e soluzioni che oltreoceano non sono mai stati fatti».

 

a.t.


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