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Negli Usa martedì 10 gennaio 2017

 

Trump, Arnault, Jack Ma: primo meeting del presidente protezionista con la moda

Trump, Arnault, Jack Ma: primo meeting del presidente protezionista con la moda

 

Nella fitta agenda di impegni di Donald Trump, un momento dedicato al fashion: ieri 9 gennaio il presidente eletto ha incontrato separatamente il cinese Jack Ma, patron di Alibaba, e il francese Bernard Arnault, capo di Lvmh.

 

Come emerge dai media francesi e americani, all'appuntamento nella Trump Tower Arnault ha annunciato due progetti: l'ampliamento di una fabbrica in California - dettato dal grande successo dei prodotti a marchio Louis Vuitton, da 25 anni prodotti a San Dimas - e la costruzione di un nuovo stabilimento in Carolina o Texas. «Non abbiamo ancora deciso - ha dichiarato il miliardario francese - ma sarà fatto entro breve». Trump avrebbe detto di Bernad Arnault che fa parte «dei grandi uomini».

 

Anche Jack Ma avrebbe ricevuto la sua dose di apprezzamenti alla prospettiva di nuovi investimenti e nuova occupazione negli Usa. Pare che Trump lo abbia definito «uno dei migliori imprenditori al mondo, che ama gli Stati Uniti così come ama la Cina».

 

Della discussione con il fondatore di Alibaba - gigante cinese dell'e-commerce, più volte accusato di vendere prodotti contraffatti sui suoi siti - non si conoscono i dettagli ma si sa che ha riguardato la creazione di un milione di posti di lavoro negli States, grazie alla possibilità, per altrettanti piccoli business locali, di esportare in Asia (prodotti dell'agricoltura ma anche vini e abbigliamento). Jack Ma, uno degli uomoni più ricchi dell'ex Celeste Impero, avrebbe affermato che il presidente eletto è una persona «smart e open-minded» e che le relazioni Usa-Cina dovrebbero essere rafforzate e più amichevoli.

 

Si ricorda in proposito che nella sua campagna per le presidenziali, di netta intonazione protezionistica, Trump aveva minacciato l'imposizione di dazi del 45% sulle importazioni dalla Repubblica Popolare. In dicembre il Pechino Global Times ha invece attaccato il successore di Barack Obama, definendolo «ignorante come un bambino» riguardo la politica estera.

 

Al momento Trump non ha ancora incontrato esponenti dell'industria della moda italiana ma si sa che le preferenze della moglie Melania sono per il made in Italy, di recente sotto i riflettori perché al party di Capodanno, a Palm Beach in Florida, la first lady ha indossato un abito nero firmato Dolce&Gabbana. Stefano Gabbana lo ha postato ringraziando sul suo account Instagram e subito ha diviso i sui follower fra sostenitori e indignati, per via delle frasi razziste e omofobe attribuite a Trump. Tra i fashion designer altri si sono apertamente rifiutati di vestire Melania: tra loro Tom Ford, Marc Jacobs e Derek Lam.

 

e.f.


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