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Decoded Fashion mercoledì 16 novembre 2016

 

Katie Baron (Stylus): «I cinque trend da tenere presenti»

Katie Baron (Stylus): «I cinque trend da tenere presenti»

 

Gli innovation trend per il 2017 illustrati a Decoded Fashion da Katie Baron, head of retail di Stylus, agenzia di consulenza che fornisce analisi e previsioni di tendenze alle aziende nella sfera creativa. Le parole chiave sono velocità, omni-retail, ego-tech, intimacy, esplorazione ai confini tra reale e virtuale.

 

In primo luogo Baron ha sottolineato l'importanza dei concetti di immediatezza e velocità, verso cui convergono numerose proposte innovative che mirano a rendere più semplice il processo di acquisto.

 

Qualche esempio? La app Zeekit consente di provare virtualmente i capi di abbigliamento, mentre Alibaba ha sviluppato una app per il riconoscimento facciale che permette di effettuare pagamenti con un selfie. Da Sephora un lettore di codice a barre si attiva con un semplice tocco che dà la possibilità di aggiungere al carrello elementi virtuali non presenti in negozio.

 

Tutto converge verso la semplificazione. Come nel caso del servizio Valet di eBay, che si fa carico di vendere per conto del committente articoli nuovi e usati, semplicemente trattenendo un 20% dei ricavi.

 

Il concetto di omni-retail rimanda a un flusso continuo, in cui lo store non chiude mai e il cellulare rappresenta il «telecomando delle nostre vite». Fondamentale da questo punto di vista l'acquisizione di dati da parte dei negozi e delle aziende.

 

Grazie all'utilizzo di Google Analytics, la app di Swarovski fornisce consigli di styling e dà suggerimenti ai fruitori; per mezzo della propria app Barneys riesce ad avere informazioni sui clienti che entrano nel negozio e sui loro acquisti. Nike ha lanciato la app Plus, che contiene storie, notizie e consigli sugli allenamenti e che, con l'utilizzo, diventa intelligente e pertinente.

 

E ancora, Liberty di Londra scommette sulla app in collaborazione con Tapestry, che usa la tecnologia beacon e i like dei clienti su Instagram per mandare informazioni e proporre sconti e iniziative speciali.

 

C'è un universo che si muove intorno al concetto di omni-retail e che abbraccia anche l'Iot-Internet of things. Significativa a questo proposito la giacca intelligente "Bright Bmbr" di Rochambeau: avvicinando il cellulare alla manica sinistra è possibile ricevere suggerimenti mirati, per vivere esperienze legate al mondo dell'arte, del retail e della moda.

 

In un contesto in cui i social permettono a tutti di essere protagonisti, si afferma il concetto di ego-tech e self optimisation, ossia le tecnologie devono assecondare l'io narcisista del consumatore.

 

Lo hanno capito già in molti: la già citata Sephora consente di provare virtualmente il make up grazie al riconoscimento facciuale. Intanto Shiseido, in collaborazione con Microsoft, ha ideato una app che permette di cambiare il colore della pelle, togliere ombre e macchie dal viso, per colloqui via Skype impeccabili.

 

Anche la moda è salita su questo treno. Emblematico il caso di shopwithme, un pop up americano mobile interamente tecnologizzato e dotato di display interattivi, fitting room smart, cassetti che si aprono per far vedere il prodotto richiesto dal cliente. Il tutto grazie alla Rain Rfid Technology, che porta ad abbattere le barriere tra online e offline.

 

La celebrazione dell'io e delle esigenze personali deve comunque andare a braccetto con i concetti di intimità, empatia e solidarietà, ha puntualizzato Katie Baron nel suo intervento. Ecco allora entrare in gioco le intelligenze artificiali, che permettono cose incredibili.

 

Ci si può persino baciare tramite smarthpone, come propone Shiseido attraverso i rossetti Rouge Rouge: un percorso meno immediato e sensoriale rispetto a un normale bacio, che crea comunque un contatto particolare tra due persone.

 

Da tenere presenti, ancora, le iniziative di Adidas su Whatsapp, che a Berlino, Londra e New York dà informazioni in anticipo sui prodotti e le novità, avendo accesso alle conversazioni dei consumatori o di L'Oréal, che con il servizio TokyWoky, in partnership con Microsoft, porta l'attenzione sui prodotti di bellezza con consigli dati da consumatori ad altri utenti. Chi risponde riceve incentivi speciali.

 

Affinché l'esperienza di acquisto sia il più soddisfacente possibile diventa fondamentale il concetto di esplorazione, ha concluso Katie Baron, facendo riferimento all'importanza della realtà virtuale. Perché grazie a occhiali speciali e manopole avveniristiche è davvero possibile entrare in un negozio virtuale e vedere il proprio corpo all'interno di un ambiente che noi stessi possiamo modificare. È questa la prossima frontiera.

 

c.me.


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